Epopteia!




a.1 introduzione
a.2 contatto
a.3 appunti visivi
a.4 stesura interviste + fotografie
a.5 lenzuolo
a.6 momenti di documentazione conclusiva
a.7 registrazione tappeto sonoro
a.8 test
a.9 video documentazione
a.9 documentazione fotografica delle fasi di walldrawing
a.10 ringraziamenti

a.1 introduzione

Epopteia! è l’ultima tappa di Scribblitti, serie di performance di Emanuele Sferruzza Moszkowicz, in arte Hu-Be, che combinano una fase di ascolto alla realizzazione di un enorme disegno a mano libera su parete, senza l’utilizzo di alcun canovaccio. Si tratta di un percorso di rielaborazione, di metamorfosi, che parte dall’ascolto di storie personali trasformate in materia viva dall’artista, in cui i racconti perdono la loro condizione di partenza per espandersi nell’ambiente, acquisendo una nuova dimensione spaziale e temporale.

Scribblitti è una pratica iniziata quattro anni fa che ha portato Hu-Be all’ascolto e al racconto di storie di singoli o intere comunità, anche molto diverse fra loro, provenienti da tutta Europa: dalle residenze private di Milano, Torino e Parigi a spazi pubblici a Riga (Lettonia), Blois (Francia) e Gibellina. Racconti personali e intimi si affiancano a storie di intere comunità evocate anche in momenti drammatici come l’alluvione della Loira e il terremoto del Belice.

Nella Sala Civica della Polveriera di Reggio Emilia, Hu-Be è stato invitato a realizzare un nuovo capitolo di Scribblitti, coinvolgendo un gruppo di ragazzi con disabilità che ogni giorno ne abita gli spazi recentemente rinnovati. La Polveriera, ex deposito di munizioni e carri della città, è uno spazio di nuova rigenerazione che si occupa di cultura sociale attraverso percorsi laboratoriali per persone con fragilità. Un luogo in cui l’artista ha trascorso diversi mesi, di cui uno interamente dedicato alla fase di ascolto e coinvolgimento. Proprio questa fase si è rivelata estremamente ricca e complessa, più che in ogni altra opera realizzata fino ad ora. Da qui l’esigenza di ampliare il format normalmente utilizzato nella fase di raccolta dei materiali, accompagnandolo con una sequenza di gesti e azioni svolti in maniera meticolosa e scientifica. Ogni singola intervista è stata prima di tutto mediata dalla musica, utilizzata per creare uno spazio di dialogo e di sintonia con i ragazzi oltre che documentata da scatti fotografici. Fin da subito Hu-Be ha percepito la complessità di questi racconti, l’urgenza, la necessità di essere compresi al di fuori di una loro percezione astratta, facendo emergere un universo surreale e articolato fatto di paure, sogni, dolore, speranze e fantasie. Da questa fase di ascolto è nato un primo corpus di bozze, disegni e fotografie, espressione dell’esperienza di consapevolezza, di ascolto, di condivisione, non priva di un certo grado di imprevedibilità, com’è del resto la natura stessa di ogni esperienza autentica.

L’opera permanente, un wall drawing di oltre sessanta metri quadrati organizzato su tre tamponature separate a volta, è un racconto vortice surreale e ironico che, come contenuto nel titolo Epopteia!, rimanda ad un processo conoscitivo in cui il soggetto conoscente non si distingue dall’oggetto conosciuto: è il risultato di un incontro in cui una parte non è predominante sull’altra ma che conduce ad un percorso di illuminazione e di esperienza. L’accento è quindi posto sul processo, sul percorso fatto dall’artista, dove l’opera funziona come una sorta di porta invisibile attraverso la quale si esce da un mondo e si entra in un altro. I punti di contatto fra queste due dimensioni sono quelli attorno a cui si organizza tutta la narrazione e provengono dalla rielaborazione di alcuni degli elementi più significativi accumulati e riorganizzati nella fase di ascolto.

Questo processo di accumulo, di stratificazione e di metamorfosi riporta alla mente le parole della frase-manifesto di Michelangelo Antonioni che, pur riferendosi ad un ricerca tutta volta verso l’astrattismo, bene raccontano di questo procedimento di stratificazione dello sguardo:

“Sotto l’immagine rivelata ce n’è un’altra più fedele alla realtà, e sotto quest’altra un’altra ancora, e di nuovo un’altra sotto quest’ultima. Fino alla vera immagine di quella realtà, assoluta, misteriosa, che nessuno vedrà mai. O forse fino alla scomposizione di qualsiasi immagine, di qualsiasi realtà”.

Perché, anche se quello che vediamo sulle pareti è un intricato groviglio di linee, frutto di un’esperienza nevrotica che si costruisce senza un disegno preparatorio, Epopteia!, spogliato di tutti i suoi strati, racconta in fondo di quella che è l’esperienza di creazione dell’immagine, che è prima di tutto sforzo di concretezza oltre che visualizzazione di una grande esperienza umana.

Ilaria Campioli




a.2 contatto
















a.3 appunti visivi












a.4 stesura interviste + fotografie




Aldo



Perturbazione, A Luce Spenta
The Life Aquatic Soundtrack, Ping Island/Lightning Strike Rescue Op
Perfume Genius, Lookout Lookout

Mi piace andare a prendere il caffè in stazione in Piazzale Marconi perché mio papà era ferroviere.
Mi piace andare a prendere il caffè alla Messicana in via Farini.
Oggi ho preso il caffè in saletta al grattacielo.

Colleziono i biglietti di Trenitalia e gli orari dei treni.
Colleziono cartine di Reggio Emilia, perché mi piacciono.

Il 15 Dicembre 1999 è morto mio papà di tumore per schegge di guerra. Ha fatto la guerra in Albania.
Mia mamma è morta di Alzheimer.

La vita va avanti.


Colleziono ombrelli.
Colleziono ombrelli per il cambiamento climatico, per quando cambia il tempo.

Mi piacciono le calamite delle città. Le colleziono.
Mi piace collezionare cartoline di Venezia.

Con mio papà andavo a Caorle a fare le cure per la sua gamba. Non aveva più la gamba.
Mi piace andare in biblioteca.

Non ho il cellulare.
Non ho il computer.
Non so usarli.

Il momento più felice di tutto è quando torno a casa e mi ricordo quando c’era mio papà e mia mamma.

Salvatore mi ha regalato delle scarpe strette e degli orologi rotti. Mi aveva preso delle scarpe da ginnastica ma scivolavo.

Io non lo sapevo che aveva l’Alzheimer, poi è andata al Santa Maria.

Con mio papà salivo in treno andavo a Pieve di Cadore. Anche in Trentino. Anche in stazione a Trento prima di Canazei e a Campitello di Fassa, in vacanza.

Con mia mamma ero andato nel 75 a Marina di Massa.

Ah! Faccio collezione di transistor!
Andrea mi aveva comprato la Radio, ma poi ha rotto l’antenna. Salvatore non l’ha portata a riparare.


Ho un bel ricordo.
Al parco delle caprette c’era un dancing
ci trovavamo io e i miei amici e ascoltavamo Il juke box.

Non riesco a risparmiare i soldi.
Oggi ho preso una cintura. L’ho presa al mercato. È costata tre euro. È in cuoio!

Vorrei un cappuccino.
Grazie per il cappuccino.

Salvatore quando si arrabbia mi da degli spintoni, mi strattona.
Non ha rispetto per me. Dovrebbe comportarsi un po’ più gentilmente.

(dovrebbe portarmi alle visite, non mi ci ha portato l’ultima volta)

Porto il 41 di scarpe.

Ho fatto le medie in via Rivoluzione d’Ottobre e in via Vasco de Gama e in via Guidelli e in via Fontanelli.

Sono andato anche in Colonia a Cesenatico.
Non è che mi piaceva molto. Mi ha accompagnato mia mamma.
Ho fatto la prima vacanza a Riccione.

Il pesce non lo sopporto. L’odore.
Mi piacciono gli gnocchi di patate col pomodoro.
I tortelli di zucca e anche le lasagne.

Mio papà mi voleva molto bene.
Viveva sempre con le stampelle.
Mia mamma in fondo era buona.

Prendo sempre il tram numero 5 ma non so dov’è la fermata per andare dal dottore.

Mio papà girava sempre in bicicletta.
Mia mamma non ha mai preso la patente.
Prendo tante medicine, non me la sento di andare in bici. Penso che cado.

La fermata di via Premuda non la so. Sai, se sapessi almeno la fermata ci andrei da solo.
Ho imparato ad andare alla Meridiana con il 3. Prendo il 6 per andare dal callista.

Salvatore mi ha regalato le cornici ed i portafoto per mio papà e mia mamma. È stato gentile.

Io non ho più l’aerosol a casa. È incredibile. Non lo so, è sparito. Una volta avevo l’aerosol ora non c’è più in casa. Lo usava mia mamma. Poi però ora non c’è più. Non capisco dove è andato. Era nuovo. Nuovo-nuovo. Ma nuovo-nuovo eh.

Faccio la raccolta delle borse del caffè.
Ho addirittura due borse del Multiplo di Cavriago!

Mia mamma era contadina.

Ho sempre vissuto nella casa in cui vivo adesso.
A me il pesce non mi piace. L’odore mi da fastidio.


Qui comunque manca un calendario. Vedi? Guarda.

Manca un calendario.

Qui manca un calendario vero?


Aldo


Ho due grandi ombrelli e tanti piccoli
Colleziono ombrelli per il cambiamento climatico
per quando cambia il tempo.

A Reggio Emilia ci sarà il mare
e odio l’odore di pesce.

Davvero, lo detesto.

Il cambiamento climatico 
è peggio dell’alluvione del Crostolo.

Avrò il mare alla finestra
Le calze di lana saranno un ricordo.




Elenina


Perturbazione, A Luce Spenta
Scout Niblett, In The Sine Wave
The Life Aquatic Soundtrack, Ping Island/Lightning Strike Rescue Op


Sono nata con la musica
la musica anni ottanta
la musica leggera.
Sono sempre belle le canzoni.

Quando è nata mia nipote è stato bello.
Quando si sono sposati i miei genitori
dalle foto era anche bello.
Colorare i mandala, i cartoni animati o i fumetti.

Quando faccio la punta ai pastelli tossisco.
Vado in cartoleria per i pennarelli.

Sono nata il sedici gennaio del settantasette.


Fratello e sorella, che schifo!
Io brontolo con mio fratello. Mi dispiace brontolare, ma brontolo.
Quando io brontolo lui mi sgrida.
Io brontolo.

Mi piace quello che fa Simone.
Le bombe di semi! Ti ho parlato delle bombe di semi?

Da quando ero piccola alle bambole gli cavavo gli occhi con la biro.
Una canzone sulla primavera. Cosa si fa in primavera?

Si fanno le passeggiate con papà e la mamma,
si sta fuori al Ventasso a cercare le fragole, i lamponi, i mirtilli.

Abbiamo visto i paracaduti e le mongolfiere.
Sono stata a Verona, al lago di Garda, al lago di Iseo con Antonio, Andrij. C’era la Gabriella con noi.

Sono stata in centro
mi piacciono le cineteche
in centro, a San Pietro.
Mi piacciono le pasticcerie
e le paste ma quelle vuote.
Mi piacciono le pasticcerie.


Mio papà non ha i denti, mangia le pappette.

Quando ero giovane facevo le foto con le polaroid.
Mi piaceva fare le foto con le polaroid. Ne facevo tante.
La polaroid è una foto con la macchina strana
le faceva anche mio padre le foto.

Sono tutti bravi in polveriera.

Qui sono tutti bravi.


Davide



Perturbazione, A Luce Spenta
Old Time Relijun, Cold Water
Perfume Genius, Lookout Lookout


Sono nato il 29 Maggio del 1993.
Sono nato a Piacenza.
Mia mamma fa l’amministratrice.
Il mio papà biologico non lo vedo da un po’.

Su A Luce Spenta:
Ha un po’ di significati questa canzone
della solitudine, del fantasma del passato,
e di un faro. È un po’ triste.

Su Cold Water:
Era diversa, la batteria con i piatti mi piace cantare così non so dirti perché
sembrava come se avesse un dolore come un lamento.

A volte i cantanti non hanno delle vite belle.

Mi piacciono gli Skiantos!
C’è quella canzone che fa così -…….- .
Me li fa ascoltare mio fratello.

Basta con gli occhiali usiamo gli occhi!

Alle elementari non ho avuto molti amici,
più alle medie o alle superiori.

Mi è piaciuto Dumbo. Il nuovo Dumbo si.
Ho visto Aladdin. Dumbo. E il Re Leone.
Aladdin ha un sacco di situazioni comiche.

Ho difficoltà a vedere, vedi non ci vedo, vedo poco anche se ti vedo. Ti vedo.
Mi attacco a braccetto mio fratello mi mette la mano al collo e camminiamo.
Oppure uso le racchette.

Quando arrivo a casa svuoto la lavatrice
mi aiutano i fratelli per la colazione
ciambelle con latte e miele
mi lavo i denti e la faccia.

Forse la canzone più bella è in Alvin Superstar nessuno ci può fermare. Quella del film.


Davide


Non riesco ad usare
il rasoio elettrico

Vado veloce e mi taglio!

In teoria è più facile
ma in pratica mi taglio.

Sanguino!
Sanguino!!
Sanguino!!!

Mi viene il nervoso
vado in ansia.

Arriva mio papà.
Ci ridiamo sopra.

sono il Guinness dei primati
di taglio col rasoio elettrico!



Paolo Bergonzi


Television, Marquee Moon
Panda Bear, Tropic of Cancer
Life Acquatic, Ping Island/Lightning Strike

Sono nato il ventidue agosto millenovecentosessantanove.

No non lo sapevo che ero nato vicino di nascita a Moretti e Salgari.

Non mi sento la febbre.
Ho la fronte calda?
Non mi sento la febbre no.
Non ho la febbre no.

Sto bene.
Vero che sto bene?, sto bene, vero?

Questo qui è uno spinceglino.

Mi sarebbe sempre piaciuto diventare catechista. O animatore.

Da piccolo ne avevo uno di cuoio ma mi venivano i calli ad usarlo.
È un antistress. Lo spinceglino è un antistress.
Ora ne uso uno così, vedi?, è un elastico. Lo taglio a metà e diventa così.

Vedo tante persone.
Vengo in Polveriera, vado alla chiesa di San Alberto, in parrocchia
sono con un gruppo di ragazzi, sono più giovani di me, hanno trent’anni, andiamo a messa
e vado a trovare Cielina. Ci, si scrive così, Cielina. Non Cellina. Cielina. Cieeelina.

Sono sempre stato single.
Non l’ho mai cercata.

C’è stato un momento che sembrava ci mettessimo assieme con una ragazza. Un momento.



Vivo con due signori. Leonardo e Barbara.
Ho un cugino di secondo grado, Pietro, che mi porta alle visite.

Sono autonomo.
Sulla strada mi butto. Mi scordo, non guardo se arrivano le macchine.

Al giovedì pomeriggio mi vedo con il mio psicologo di infanzia. Ci vediamo ancora. Parliamo.
Valentino è un amico, molto caro, mi accompagna alla messa. Valentino è mio amico.

Sai che ho vissuto un periodo alla Polveriera? Sono stato qui. Dormivo qui.

Io sono credente.
Le prove dei canti le facciamo in ospizio.

Sono una persona molto positiva.
Ho avuto una lombalgia in ottobre.

Quando le donne mi dicono bravo
do i pugni sul tavolo. Ah non mi tengo.
I complimenti mi piacciono. Certo che mi piacciono.
Però quando mi dicono bravo non mi tengo.

Bravo intendo detto in quel modo.
Non mi tengo proprio. Bravo detto così con un certo tono: Bravo Paolino.

Sono sempre stato al mare.
Vado in spiaggia.
Eh, ci sono gli ombrelloni, la sabbia. C’è la sabbia. Gli ombrelloni.
C’è il mare. Però mi piace sentire la terra sotto i piedi.
Mi piace sentire la terra sotto i piedi. La sabbia.

C’è stato un momento che sono andato in là nel mare e ho avuto paura che non pensavo di tornare.

In quel momento pensavo proprio di non tornare.

Cosa fa il catechista?, beh il catechista insegna catechismo. Sta con i bambini. Ma mica quelli piccoli. Anche di dodici anni. Mi sento utile e posso dare servizio. Posso giocare con loro. A pallone oppure a pallacanestro. Sarebbe bellissimo fare il catechista. Bellissimo.

Cosa mi piace. Beh mi piace il gelato.
Mi piace molto. Anche mangiare la cioccolata.
Ecco, mi piacciono molto i dolci.

Oppure andare. Ma andare andare.
Fare una gita. In Trentino. Ecco! In Trentino. Ecco.



Mi piacerebbe tornare a Gatteo Mare.
Mi piacerebbe fare qualche giorno di villeggiatura a Gatteo Mare.
Prendere di nuovo un appartamento dove lo aveva la mia famiglia.

Al bar vedo Giuseppe.
Poi vedo la Cielina.
Poi faccio le prove dei canti in chiesa.
Canto con le donne perché ho una voce molto forte.
Vorrei andare più spesso all’adorazione di San Maurizio al giovedì.

Non ho mai esplorato niente. Mai.
Non ho esplorato.
Mai. Mai-mai. Niente.

Potrei andare in Sardegna. Non ci sono mai andato.
O in Sicilia. Non ci sono mai andato. O in Liguria.
Non ci sono mai stato e dicono che è molto bella.
Non ho molti sogni nel cassetto. Il solito tran-tran.

Sono uno che non ha mai viaggiato molto.
Voglio andare a Genova.

Il ventidue Ottobre sono andato a rivedere Gatteo Mare.
Ci ho passato una vita. Conosco tutti lì. Ad un anno, quando avevo un anno, andavo all’Hotel Rosa.
Poi ho preso l’appartamento lì, avevo nove anni.

Non c’è più mia mamma; è morta il tredici settembre dell’ottantatré, avevo quattordici anni.
È morto mio papà il diciassette maggio del duemiladiciassette, due anni fa.
Poi sono morti tutti i nonni. Tutti. Ma ho conosciuto mia nonna materna, la mamma di mia mamma.
Il diciannove aprile del millenovecentoottantasei è morta, tre anni dopo mia mamma. Morta.
Zii non ne ho più. Sono tutti morti. Tutti. La sorella di mio padre è morta nel duemilaetrè. Lei mi ha seguito per tanto tempo. È morta il ventisette giugno del duemilaetrè. Sono morti tutti i nonni e i miei zii. Mia zia era molto religiosa. Era lei molto religiosa. Mio padre non troppo. Mia mamma. Ma mia zia si, era molto religiosa.

Alla fine degli anni ottanta servivo messa tutte le sere. Mi vestivo da chierichetto. Davvero!
Mia zia mi ha insegnato a spolverare, a buttare il pattume.
Mi ha preso la ci-clette. Ma è tanto che non faccio più la ci-clette.



Sogno tutte le notti.
E ricordo tutti i sogni.

Sogno tutte le notti.
E ricordo tutti i sogni.

Li ricordo tutti.
Sogno tutti i sogni.

Li ricordo tutti.



Li racconto sempre alla Gabriella, lei me li interpreta.
Poche notti fa mi sono sognato Gennaro.
La notte scorsa ho sognato che mandavo via a calci un topo.

Quando si rompe una cosa non resisto.
Sento il rumore e vado subito a vedere. Mi incuriosisce.
Però è difficile che rompo delle cose. È difficile. Non le rompo quasi mai.

Tre settimane fa ho rotto una coppetta di vetro, stavo mangiando un caco.

Con un civilista ho rotto un bicchiere apposta.
Me lo ha fatto rompere per vederlo che si rompeva.

Mi è piaciuto.

Mi viene istintivo andare a vedere cosa è successo. Per vedere chi è stato.

Sai perché non vado in America? Perché ho paura dell’aereo.
Sai, ho paura che precipita. Ho paura delle altezze.
Ad esempio vado sempre in platea. Quando ci sono i loggioni non ci vado.
Una volta c’era da andare in un loggione in alto e non ci sono andato.

È il senso di vuoto.

Vorrei andare all’Antoniano di Bologna a vedere lo Zecchino d’Oro. Ascolto sempre lo Zecchino d’Oro.
Ah, è sold-out? Ma sai, però la musica alta mi da fastidio. Eh si, dai, meglio così perché se andavo a vederlo dal vivo mi dava fastidio. Forse.

Sono Sandokan. Non sono timido. O non timidissimo.
Stare in compagnia mi piace. Gioco a scopa e rubamazzo.

Sono Sandokan con le pantofole.


Maria Lucia



Altro, Pitagora
Scout Niiblett, In The Sine Wave
Panda Bear, Tropic of Cancer


Ho ventiquattro anni. Sono nata il trenta maggio.
Vivo a Bagnolo, qui mi accompagna mia mamma.
Ho una sorella e tre fratelli. Ho tanti fratelli.

Ti dico un segreto: quando disegno mi viene strana la forma del disegno.
La concentrazione è difficile. È una difficoltà che ho.


Faccio la Vigilia a casa. A Natale vado dai nonni a Fabbrico.

Ti dico un segreto: quando disegno mi viene strana la forma del disegno.
Ah, e non riesco a concentrarmi.

Io parlo della mia realtà.




Faccio esami. Faccio esami e prelievi. Prendo le medicine e le pastiglie. Non mi scordo mai delle medicine. Devo concentrarmi.

Concentrazione!


Maria Lucia

Più penso e più crollo
chiudo gli occhi e dormo

dormo e sogno
dormo e sogno
dormo e sogno

Concentrazione!

Vado più veloce delle lettere
non mi viene la scrittura.
Vado in confusione
sono più veloce delle parole!

Concentrazione!

Mi perdo.
Mi viene strana la forma del disegno!

Concentrazione!



Jonny



Battles, Atlas
Perfume Genius, Lookout Lookout
Arcade Fire, Neighborhood #1


Mi chiamo Catalano Giovanni, sono nato il venti agosto del millenovecentosessantasette a Reggio Emilia. Ho trent’anni. Mio padre era della provincia di Vittoria. Mia mamma non mi ricordo ma era della Sicilia anche lei. Mi chiamano tutti Jonny.

Sono nato così, ho fatto tanti interventi alle gambe, all’anca sinistra. Ho avuto il gesso. Sono nato con le gambe malate. Sono da sempre in carrozzina.

Io voglio bene a tutti.

Emanuele, io ti voglio bene.

Io voglio bene a tutti.

Ti voglio bene.

Quando ero piccolo mi hanno fatto prendere delle paure!, mi hanno messo su un pallone grande.
Dagli scatti prendo paura. Quando ho fatto la terapia a Modena è successo da lì. Io svenivo.

Sono andato in treno in Sicilia. Il treno con le cuccette. Si viaggiava benissimo. Il treno. Il rumore di notte è bellissimo. Faceva tu-tu tu-tum, tu-tu tu-tum, tu-tu tu-tum. Sono arrivato a Lentini, un paesino. È venuto mio zio in macchina e siamo andati a Santa Croce. Siamo stati una decina di giorni. Ho visto la sua casa, ho visto il mare. Mi ricordo. Lì avevo una cugina ma adesso è morta, la andavo a trovare e ci ha invitato a mangiare. Lì davanti la sala c’era il balcone. C’era un po’ di aria, si stava bene e mi sono divertito. Adesso non vado più. Ora i miei genitori sono morti. Non ci sono più.

A me piace molto fare le gite. Il pulmino mi piace molto. Ci vado volentieri. E quando ci vado mi sento molto felice. Siamo andati a Marola, a Cervarezza, a Civago, al lago Calamone (lì c’è venuta anche la Teresa, la mia Badante -a Natale va in Polonia, non so se te l’ho detto che sono molto triste che va via).
Siamo andati a Pinarella di Cervia e a Rapallo anche, ma in Corriera.

Quando va via mi viene subito una tristezza molto forte, che non mi piace che vada via poi quando torna sono felice che quando arrivo a casa lei c’è.

Mi deve accudire. Mi deve aiutare. Non riesco a vestirmi. Allora mi veste.
Non riesco a mettermi le scarpe. Allora me le mette.
Non riesco a mettere i pantaloni. La chiamo e mi viene ad aiutare e mi mette i pantaloni. Mi veste.

La barba non so come fare. Mi aiuta lei.
In Polonia non vado perché non riesco ad usare la fantasia. In piedi non ci sto.
A casa sono in piedi con il girello ma ci posso stare poco che le anche mi fanno male.


Guardo molta TV.
Ieri ho guardato l’Isola del tesoro.
Al mercoledì fino a tardi guardo il Maurizio Costanzo.
Al sabato pomeriggio guardo Teletricolore che c’è Liscio come l’olio che suonano il liscio.
Al sabato guardo anche Si tu vali. Questo sabato c’è uno spettacolo su Lucio Dalla. Mi piace Lucio Dalla.

Non sono molto afferrato sulla canzone. 

Ho passato la Vigilia con lei, mia sorella quando torna mi porta le caramelle al cucù. Ma si dai, non conosci le caramelle al cucù?, si chiamano caramelle al cucù. Davvero. Guarda su Google! Cerca: caramelle al cucù. Le trovi lì.


Jonny, canzone per Teresa

-Ciao vado-, mi dice
ed è tanto il dispiacere
che mi vengono le lacrime

Vedrai, un mese passa veloce
dopo torna, non ti preoccupare

Quando vai via Teresa
mi manchi.

Ti voglio bene tanto
e questo mese voglio che passi subito.




Alessia Dattoli


Nirvana, About A Girl (live unplugged, 1993)
The Shins, Name For You
Massive Attack, Angel


Sono nata a Scandiano. Ho ventotto anni.
Mio papà è nato a Crotone e mia mamma a Bruticello.
Ho una sorella, si chiama Jessica. Ogni tanto usciamo insieme.
Mi piace uscire con lei ed il suo fidanzato, siamo insieme. Mi piace.

Mio nonno che non c’è più
quando sono a casa ci penso
vado in camera chiudo la porta e mi calmo da sola.
È morto e piango.

Uscivamo insieme. Facevamo la spesa insieme.
Mi aiuti?, mi diceva, ed ero con lui.
Giocavamo a carte, giocavamo a tombola.
Quando lo vedevo ero felice.

Ora ascolto la musica.
Stiro, faccio il letto.
Mi piace andare in giro ai supermercati
e fare un giro al Sapo.

Quando chiude la pizzeria vado giù. Chiudiamo d’estate.
Al mercato vado a fare un giro con mia mamma e vado a fare la spesa.


Il Bomber


Primo incontro

Shellac, Song Of The Minerals
Tchaikowsky, Waltz Of The Flowers
Explosions in the sky, The Moon Is Down


Secondo incontro

Sonic Youth, Dirty Boots, Tunic (song for Karen), Mary Christ, Kool Thing
Mastodon, Seabeast, I am Ahab, Blood and Thunder
Beck, Everlasting Nothing
Radiohead, Pyramid Song, Idioteque & Morning Bell, Optimistic + In limbo


Lui insieme.

Moglie.

Andiamo a cena fuori?

Guarda!


È acqua. Piove.

Un giorno il mare, qui!


Noooo. Qui.

Veh, il temporale.

E il terremoto.



Genny


Francesco De Gregori, La donna cannone
Why?, the vowels
Fleet Foxes, White Winter Hymnal
Sigur Ros, Hoppipolla


Ho-ventidue-anni.
Sono qui da molto tempo, sono qui da tre anni. Mi piace. Mi piace la palestra dolce.

Non c’è più la mamma. C’è solo il papà.

Sono figlio unico. Ho una sorella. Tu la conosci? Si chiama Anna.

Mi piace apparecchiare insieme. I bicchieri, le posate.
Quando viene il pulmino vado a casa. Scrivo al pc.
Gioco con la play. C’è un gioco di cucina sulla play.

Mi viene il nervoso. Rab-bia. Rabbia.
Ho portato i soldi per il cappuccino al bar.
Mi piace disegnare. Dopo vieni con me a disegnare?

Il mare di Napoli. Ho visto il mare di Napoli. È bello.
A Natale scendo giù e vado a Napoli. Parto sabato.
Vado a trovare mio zio.Vado via una settimana a pasqua a Napoli.
Mio zio. Il fratello di papà.

Paolino è un mio amico. Salvatore hmmm. Paolino si. Salvatoreeee hmmmmsì.
Anche Aldo. E Dante. Elena. Gabri. La Laura.
Lei è la Laura. Laura è lei. È mia amica.
Con Laura. Con Laura prendo il cappuccino ed il cornetto alla pausa.

Mi piace la musica italiana.
Mi piace la Pausini. Mi piace Gianna Nannini.

C’è la pausa.

Ciao vado a fare la pausa al bar.

C’è la pausa.

Vado.




Giorgia




Tina Turner, The Best
Madonna, Who’s That Girl
Perfume Genius, Lookout Lookout



Si, si si, Tina Turner. Scrivi, cercalo su youtube.
Zè best. Si scrive così. Lo trovi. Zébbbèst. È bellissima quella canzone.
Cercala anche questa su youtube. Si scrive doppiavù-acca-o-esse. Di Madonna.
Who’s that girl. Questa è la mia canzone preferita.

Melioli, si scrive senza gi-elle. Me-lio-li.

Il mio ricordo più felice è l’ultimo viaggio con mio padre. Siamo andati ad Oświęcim.
Siamo andati in macchina, che voleva vedere il campo di concentramento.
Mio padre doveva andare per lavoro a Vienna e mi ha portato con lui.

Mio padre è morto il venti ottobre del duemilaeotto.
Abbiamo viaggiato molto. Ho viaggiato molto con mio padre.
Abbiamo dormito a Vienna poi siamo andati ad Auschwitz e Birkenau.

Il giorno dopo siamo andati al campo di concentramento.
È stato un po’ triste. Non conosco bene la storia.

Sono andata ad Auschwitz. Non so se è il nome della città o del campo.
Siamo rimasti un giorno intero. Lui ha preso anche un libro. Se vuoi te lo porto.
Siamo tornati lunedì sera a Reggio.

Sono stata a Los Angeles con mio padre. Ho visto un po’ la città. Il centro. A New York. Sono stata con lui a New York. Ho visto il centro dall’hotel. Ho visto la città dall’alto, il ponte, dalla camera d’albergo. A Singapore. Mi ha portata a Singapore. Siamo stati a Singapore. A Tokyo. Abbiamo fatto da Milano Linate a Tokyo. Ho visto i Giapponesi a Tokyo. Sono simpatici. Siamo stati a Nairobi. Siamo andati a Parigi per l’ultimo dell’anno il trentuno dicembre del millenovecentonovantuno. Ho visto la Tour Eiffel. Ho visto il centro. Un po’.Sono stata sul Brenta. A Mira di Venezia. C’era molta nebbia. Ho visto il Brenta. Il lago.

Io cammino.


Da piccola sono stata operata all’occhio quando avevo tre anni.
Sempre all’estero. Bisognava andare all’estero per operarmi.
Le macchine che ci sono oggi qui non c’erano. Erano solo all’estero.
Anche per fare degli interventi. Sono stata operata dalla nascita.

Vedi?, con questo occhio ci vedo. Questo qui. Questo è quello operato. Da una parte vedo tutto nero.
Quando ho avuto l’ictus il nove di novembre del duemilaedieci però ho perso la proiezione a destra. Nell’altro occhio. Questo qui. Quest’altro occhio. Quindi adesso ci vedo normale in tutti e due. Faccio sempre dei controlli agli occhi.

Quando cammino ho paura dei vuoti.
Ho paura dei vuoti. Ho paura delle scale.

Scrivo al computer. Guardo le foto. I telefilm.
Dallas. Ad esempio Dallas. Il Commissario Rex.
Quando si ama. Flamingo Road. Si! Davvero! Flamingo Road. Lo trovo su youtube.
E Beautiful. Si! Beautiful.

Mi piace camminare.

Andare in biblioteca. Alla Panizzi. Mi piace tantissimo quella biblioteca.
Si. Ogni tanto prendo un gratta e vinci. Ho vinto tante volte.
In tre anni ho vinto tre volte. È tantissimo. Mi piace tantissimo. È la mia passione.


Faccio anche ginnastica con la Gast.
Giocavo a pallacanestro. A basket.
Ci siamo messi in cerchio a giocare con la palla.


Quando cammino ho paura dei vuoti. Perdo l’equilibrio. Sento una spinta sulla schiena. Mi fermo, ho paura. Ho davvero paura. Mi devo fermare e chiedere aiuto. Chiedo ad un amico di aiutarmi a sorpassare questo ostacolo. Quando sono sola mi fermo. Chiudo gli occhi, non ci bado e vado.
Devo farlo. O mi fermo e non riesco ad andare avanti.

Dicono che i morti li rivediamo. Ma è vero?
Cioè con lo spirito. Io ci credo che io rivedrò mio padre.
Ma non so se li rivediamo come noi o con lo spirito.

Penso che rivedrò mio padre.

Leggo molto la bibbia. Ci credo molto in questa cosa.

Mia mamma e mio fratello anche loro ci credono che rivedrò mio padre.

Tu credi che lo rivedrò?
Lo rivedrò così come sono ora?
O come spirito?


Caterina


Blur, tender
Bjork, it’s oh so quiet!
Fleet Foxes, white winter hymnal


È Peter! -fa il segno del cuore unendo le dita-

Queli.

E c’era Peter.

Amoooooreee!

Io sono Peter.

Tu sei Peter!

Quedi.

-prende la biro, scrive sul mio blocco note-

Wedy.

Io sono We Dy

Tu sei Peter.

Amore.

Pet… E… R. Pan. Paaaan.

Si! Eccolo Peter!

Ascolta! Questa sono io!



Amore.

Ascolta la voce. Sei tu Peter.

Amore.
We Dy. WeeeNNNdy. Wendy vola!

Volano coi piedi!

Rabbia. Lui è Uncino. Capitan Uncino.



Amore.

Ti amo.

Questa sono io.




AMORE!





Maurizio


Black Ox Orchestra, Ver Tanzt?
Hans Zimmer, Cornfield Chase
Jimmy Fontana, Il mondo


Voglio asporcare denuncia alla mia morosa perché sono intradita perché non siamo infidanzati.
Perché voglio stare insieme. Se si è decisa che ha un altro, io non sopporto che ha un altro. Perché voglio rispetto. C’è un ragazzo. C’è un altro ragazzo che la vede. Credo.
Ho parlato col mio geometra, Patrick, di questa cosa.

Ecco guardi io, qua della polveriera sto facendo dei miei progetti.

Il mondo, di Jimmy Fontana, mi è piaciuta molto.

Perché? Perché io ci canto.
Perché io sono il mondo dello spettacolo.
Si. Con la Vanessa Incontrada. Che mi devo sposarmi con Vanessa Incontrada perché ci fa le corna del suo marito. Lei ha un figlio e io faccio le corna perché devo riportarla via che viene a abitare a casa mia. Ma c’è stasera allo spettacolo di Gigi D’Alessio. Così deve sentire le mie voci quando parlo.
Ma davanti il muro. Così io ci parlo.

A te piace cantare?
Si.
Devo fare un Eurosession. Devo licenziare la Patrizia.
Facciamo una roba seria. Perché la Patrizia andando in un negozio ci disse che siamo troppo agitati e di non venire più a fare la spesa dei manichini.

Dunque, eh.

Per fare il capannone vicino a casa mia, io, volevo dire qualcosa per la festa. Per fare una festa.

La Giada, che voglio che venga, mia sorella.
Lei sta facendo una maschera della bellezza. Anche io voglio farla.

Voglio la piscina nel capannone, ma sottoterra. Per fare una festa.

Voglio avere il dna della polveriera e anche un ormonoide.
Questo qui (fa vedere il disegno di un robot).
Però è una donna. Si chiama Harmony.
E queste sono le sue lastre, per fare le voci metalliche. Per fare le voci di una donna.
Mi serve per dare degli ordini a me. Devo seguire degli ordini.
Ho costruito un robot per darmi degli ordini per essere un pilota di una astronave di alieni.
Che i miei fratelli devono essere i miei lancieri, perché io sono il comandante. Sulla Enterprise.

Devo mandare al Tg2 un messaggio per chiedere una informazione.
Chi sono io veramente? Voglio saperlo. Me lo dica il Tg2.
Sono adottato. O meglio, adottata.
È una donna. Sono una donna. Mi chiamo Valeria Marini.
Sono un uomo, ma dentro di me sono una donna.
Voglio sposare un’altra donna. Si.

Perché deve sapere la verità.

Sono una donna virtuale. Nel mondo virtuale ci sono solo delle donne vulcaniane.
Gli alieni si trasformano in esseri umani. Quindi dobbiamo trovare una soluzione.
Dobbiamo dirlo a Chiambretti perché informi Marco Cacioppo.
Chiambretti deve conoscere la Incontrada, la Cipriani e la Valeria Marini per fare le mie domande.
Valeria ha fatto un video, non volgare però. Io ho visto il computer che lei faceva la pornostar.
Faceva tutto lei, l’ho visto sul telefono. Perché lei è una tettona, e anche io.

Valeria sono io. Io sono il clono. E voglio invitare la Valeria a cena per interpolarla nel mio tempio.
Il mio tempio è un quadro. Voglio interpolare Valeria per farla diventare una dea così io ci parlo.

La Elena Sofia. È la genera dell’Anna.
Che la genera dell’Anna, è anche la mia parente.
Io sono De Pietri Martinelli e De Pietri Birillo.

Devo pagare Elena, perché è morto mio nonno Arnaldo e mia nonna anche, Benevento Alba.

E poi è morta una signora. A Costa Ferrata.

Ma verrà a vivere con me, non si deve preoccupare.

È andata via la mia governante. La Tamona.
Si è sposata con Maicol. Ma l’ha stuprata alla mia governante.
Maicol è un carcerato. È violento. Vuole sapere chi è lui. Vuole sapere ora.
L’ho detto con Danilo che si è sposato con la Germana.

Poi ho adottato un cane che si chiama Stella.
C’ho una madre biologica e un padre biologico.

Ho parlato col mio geometra, Patrick, perché voglio allargare la mia famiglia.

E quindi voglio chiedere una formazione che mi ha detto la signora Tiziana
che se ne va via e anche il Bolò, che è il signor Franco.

Io sono un Catechisti della Formatica della Scuola dei bambini della via dell’Aglio.
Perché mia madre biologica era studente dei bambini.

Sofi, Elena Sofia, che è una mia parente, vuole mettere il suo destinatario che faremo mandare a casa mia
Per mettere la mia casa che è la casa che posso regalare alla Sofia. E Mariolina.

L’Anna che è la genera della Sofia adesso è su a Casina.
Poi deve prepararsi le sue valigie di a portarla della mia parente e portarmela in città alla Polveriera per abitare a casa mia. Per la festa della mia famiglia. Così per mettere i cd e telereggio.

Perché io ho adottato un nonno e una nonna.
Era una prof del Moro. Quella era mia nonna biologica. E anche mio nonno biologico.

Barbara D’Urso. È un programma che fa la Barbara D’Urso. Come si chiama il fidanzato di quello che fa la prova del cuoco? Salvini si chiama. Salvini è andato a parlare ho visto davvero vicino al bar di Castelnuovo a Marola vicino all’ospedale. Parlava in tv. Esatto. È una donna però. Renzi ha parlato contro di lui a Porta a Porta così è lui che farà la festa di Marola di Vin Brûlé.

Sono il presidente della Scienza della presidenza Renzi.
Sono della compagnia Renzi. Del pivvì.




a.5 lenzuolo













a.6 momenti di documentazione conclusiva












a.7 registrazione tappeto sonoro

Per ascoltare il tappeto sonoro di Epopteia! cliccare questa striscia di testo.




a.7 test




a.9 video documentazione





a.9 documentazione fotografica delle fasi di walldrawing


































a.10 ringraziamenti



Grazie a tutti i lavoratori e a tutta la comunità della Polveriera.
Grazie Mimmo, grazie Ilaria, grazie a Michele e Beniamino. Grazie Massimo e grazie Anna. Grazie.
Grazie Ilaria, grazie Marina, grazie Fabrizio e Gulli, grazie Marta e grazie Roberto. Grazie.
Grazie Patty, grazie Elena Sofia, grazie Simone, grazie Lella, grazie Ilaria. Grazie. Grazie.
Grazie ad Aldo. Grazie Elena. Grazie Davide. Grazie Paolino. Grazie Maria Lucia. Grazie Jonny. Grazie Alessia. Grazie Bomber. Grazie Genny. Grazie Giorgia. Grazie Caterina. Grazie Maurizio. Grazie Paolone. Grazie Valentina. Grazie Salvatore. Grazie Bertelli. Grazie Laura. Grazie Sandro. Grazie Olu. Grazie Dante e Antonio. Grazie a voi ed ai vostri genitori e chi si prende cura di voi ogni giorno. Grazie a tutti i ragazzi di Nessuno Escluso.
Grazie ai civilisti, a Jennifer, Vanessa e Suli.
Grazie a mio padre, sempre, che è venuto ad assicurarsi che fossi in sicurezza. Grazie.
Grazie alla mia compagna, sempre, Edilia, che mi ha supportato e tenuto sul pezzo anche nei fine settimana. Grazie.

Grazie a tutti. Nessuno Escluso.